sabato 26 settembre 2015

STORIA DI UNA SUOCERA E DI UN GENERO

Oggi mi sento suocera più che mai e, navigando, ho trovato questa bella canzone che, a mio parere, rispecchia in modo illuminante, alcuni rapporti che intercorrono tra i due "contendenti".

La storia di una suocera e di un genero in una canzone abruzzese

Questa è una storia raccontata in una canzone abruzzese. Chissà quante storie esistono tra una suocera e un genero, quanti litigi, quante scelte per il quieto vivere.

La classica aspettativa di una mamma (la suocera) è quella di vedere la propria figlia che riesce a sposarsi con un bravo uaglione(il genero), magari che lavora in banca, o quanto meno che riesce a portare uno stipendio dignitoso a casa. Guai però se il genero non da l’apparenza di esserlo.
L’ho voluto raccontare con una storia ironica prendendo spunto dalla vita di tutti i giorni e dai proverbi popolari. La canzone abruzzese si chiama “Povera fijja me“.
La storia di una mamma tipicamente abruzzese (la commare) che non è felice della scelta della propria figlia, che si presenta a casa con un uomo che in apparenza le pare un poco di buono, che porta i tatuaggi, gli orecchini, i capelli lunghi.
Quindi a suo modo di vedere non può essere il padre dei suoi nipoti…fino a quando  ha un illuminazione perché lo vede cantare in televisione scoprendo che è famoso e ha le tasche piene di quattrini.
La reputazione della commare cambia d’improvviso, e da quel momento in poi lo accoglierà a casa con un sorriso ammassandogli gnocchi freschi freschi…
Nel video una versione dal vivo,con sonorità elettriche, al teatro Talia di Tagliacozzo nel 2008.


La cummare nenn’ è cundenta , de la fijja ce lamenda
tè iu zete malamende, tè j’emice che che so fetiende.
Nen c’ ha ‘mmereta la stozza, de sudaje nen ce ne ‘ngozza
ce piace le vine, ce piace la grappa, ce piace iu liette, ma nen ce piace la zappa.
Hujeje, povera, povera a me
hujeje, jeseue  ‘ndeja  fa je.
Poteva capaje ‘miezze a iu mazze, c’ è recapate propria nu pazze
te nu vracce ‘ncialefate, nu ciaciacche c’ha desegnate
c’ è preoccupota la cummare, isse tante ommene nen pare
te i chepille lunghe e fine e alle recchie te i recchine.
Hujeje,povera povera a me
hujeje,jeseue  ‘ndeja a fa je.
Senza fiate  c’è remasa, quande j’ha truvate dentre alla casa
stevane dentre a iu liette ca  c’alliscevane piette a piette.
La cummare c’ha alluccate: quisse  è nu drugate
sta attenda a chi te piglie, cà nen sà cresce i fije.
Hujeje,povera povera a me
hujeje,jeseue  ‘ndeja a fa je.
Nu juorne è remasa a vocca aperta,quande la veretà c’ è scuperta
la cummare nen sapeva, ca qui ommene candeva
ca ce regnevane de quettrine la scarzella, pecchè teneva la voce bella
chegné propria reputazione,quande je vedé candà alla televisione.
Hujeje, evviva jeseue me,
hujeje, evviva la fijja me.
Mò le cose so cagnate , alla figlia c’ha parlate
se fatte propria buone, ti ada  spusà ssù huaglione.
Quande alla casa ce presenda, la cummare è propria cundenda
che nu surrese zitte zitte , c’ammassa pure i chezzellitte.
Hujeje,evviva jeseue me,
hujeje, evviva la fijja me.
tratto da: http://www.canzoniabruzzesi.com/2011/02/09/la-storia-di-una-suocera-e-di-un-genero-in-una-canzone-abruzzese/

mercoledì 15 luglio 2015

UN CANTO ANTICO CHE VIENE PER INCANTO

" UN CANTO ANTICO CHE VIENE PER INCANTO.  SI TREMA IL MARE FA CADERE  UNA STELLA"

"Non è più l'acqua del fiume a portarci all'altra riva, ma una carcassa senza piume in una lingua scura  e cattiva..."

"Il cielo non si da pace, si riversa con forza nel mare".



sabato 4 luglio 2015

THE EARTH DEFENDERS - I Guardiani della Terra (Full Feature Film)

Incantata dai colori dell'Africa, dalla magia di Steve McCurry.
Uno stupendo continente abitato da un popolo regale.




Nadia: entusiasmo, forza, perseveranza
Mohamd: fermezza, convinzione, rispetto.
Anna: educazione, emancipazione, magia.
Maye: autosufficienza, indipendenza, libertà.
Jhon: futuro, speranza, orgoglio.
Andrew: dignità, consapevolezza, tradizione.
Asnakech: bellezza, eleganza, amore.
Edward: dinamismo, progettualità, collaborazione.
Roba: intensità, emozione, abilità.
Peter: formazione, sviluppo, umanità.

lunedì 8 giugno 2015

PUNTO A CAPO!

Ci metto un punto. 

Punto a capo e...la la la...le solite storie, le stesse persone fan parte di un tempo vissuto e forse ormai chiuso. Il giusto momento per metterci un punto.







sabato 9 maggio 2015

Per mamma Rina!



Bellissima e allegra mamma Rina quando canticchiava questa canzone, ascoltandola dalla grande radio. La musica si diffondeva per tutta la casa e si mischiava col profumo della crema al cioccolato.

venerdì 20 febbraio 2015

Vado a caccia di "bestiacce"



"la realtà è un uccello che non ha memoria
devi immaginare da che parte va."



E' Giorgio che è sempre più avanti, più avanti, più avanti... della realtà!
Grazie immenso Gaber! 

sabato 14 febbraio 2015

Io sono una finestra!

L’annuncio è arrivato poche ore prima del via al Festival di Sanremo. Una nota dello staff del Premio Lunezia (composto da Stefano De Martino, Paolo Talanca e Loredana D'Anghera) per rendere note le proprie preferenze sui testi delle canzoni in gara all’Ariston. Il testo più riuscito dell’intero Festival, secondo gli organizzatori, è “Io sono una finestra”, scritto da Grazia Di Michele e Raffaele Petrangeli e portato sul palco di Sanremo dalla stessa cantautrice in coppia con Mauro Coruzzi, alias Platinette.
«Le parole – spiegano dallo staff del Premio Lunezia - hanno grande forza: si sente necessità di comunicare qualcosa che sta a cuore, perché chi scrive è stato mosso da una reale esigenza. È un raffinato affresco che parla della scelta coraggiosa di essere se stessi».
«Il testo della canzone - hanno aggiunto gli organizzatori del premio - è un gesto autentico, anche contro le ipocrisie e i pregiudizi. I versi scivolano elegantissimi, in veste di doppio settenario, con rime mai banali e immagini tutt’altro che scontate, con buongusto e ricercatezza lessicale. Emerge quel che sta dietro la maschera-Platinette: intelligenza e grande sensibilità».
«Sono molto felice - ha detto Grazia Di Michele, alla quale è stata annunciata la notizia durante le prove del Festival – perché ho partecipato qualche anno fa al Premio Lunezia e conosco la professionalità e il rigore che c'è dietro le scelte dell'organizzazione. Ma sono doppiamente felice di condividere questo riconoscimento con Raffaele Petrangeli, con cui lavoro da diversi anni e con cui ho firmato altri brani inseriti nei miei ultimi album e anche nel nuovo, “Il mio blu”, che uscirà proprio in questi giorni». Il premio sarà consegnato in occasione della XX Edizione del Festival della Luna che si svolgerà a Marina di Carrara dal 24 al 26 luglio.
- Maria Rosa Tomasello - IL TIRRENO del 11/02/2015
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Mauro Coruzzi sei speciale, i tuoi occhi  trasmettono tutta la sensibilità che porti dentro. Mi piacerebbe toccarla...Ti auguro di vincere insieme alla bravissima Grazia di Michele!
Ciao "amorino".
Carlè



Io sono una finestra - di Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette)

Io sono una finestra velata di vapore
In questa notte gelida deserta ed incolore
Rispecchia la finestra la carne e le emozioni
Di me che sono specchio delle contraddizioni
Difficile vedere se il vapore non svanisce
L'appiccicosa errore di chi non capisce
Eppure su riflette un'ombra che è la mia
Un'ombra di rossetto contro l'ipocrisia
Io non so mai chi sono eppure sono io
Anche se oltre il vetro per me
Non c'è mai un Dio
Ma questo qui è il mio corpo benché cangiante e strano
Di donna dentro un uomo eppure essere...umano
Sfogliando le parole di questa età corriva
Divento moralismo e fantasia lasciva
Crisalide perenne costretta in mezzo al guado
Mi specchio alla finestra e sono mio malgrado
Io non so mai chi sono io per la gente
Coscienza iconoclasta volgare e irriverente
Ma questo è solo un corpo il riflesso grossolano
Di donna o forse uomo comunque essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo che si riflette piano
Non c'è una donna o un uomo, solo un essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo che si riflette piano
Non c'è donna o uomo solo un essere... umano
Io sono una finestra che aspetta che il vapore
Svanisca come un sogno.

lunedì 15 dicembre 2014

E Amore mio grande...



Per l'amore di "tutti" i figli mi rialzerò sempre!
Una canzone che dedico al mio "guerriero della luce"!

lunedì 8 dicembre 2014

anima pino daniele

SENTIRSI AMATI.

AD UN' ANIMA LIMPIDA

Tu sei un dono eccezionale, un gioiello raro. Tu giustamente ti nascondi e dici che il merito è tutto di Gesù. Ecco la tua limpidezza. Non sei tua e nulla, lo riconosci, ti appartiene...
Il tuo sguardo così penetrante sembra essere libero dai limiti del corpo. La limpidezza ti fa entrare nelle anime e cogliere la verità senza difese. In tua presenza, le tue poche parole ben pensate, ci trasferiscono al di là, ci aprono le porte per andare su, più su. Incontrarti è sentirsi amati, di un amore incredibile.
Nulla chiedi, di tutto dici grazie, stupita. Dove vivi  anima-angelo?
Guidaci tu verso quella serenità incrollabile,  quella dolcezza crocifissa, quelle aspirazioni ardite di vedere l'invisibile...
Chi ha avuto l'enorme gioia di parlare a lungo con te, ricorda quel dialogo come se fosse avvenuto da poco. Potenza di ciò che è pregno di eternità. E la vera eternità è sempre presente. Un eterno assente non è eterno.

- Tu non mi rifiuti mai -
Scritti dalla clausura del monaco Nicola  


Dedicata al mio Papà.



RELAZIONI E AFFINITA'

Bambini e artisti di strada: un connubio conclamato e contagioso tra anime semplici!
Che forza ragazzi! 
Vedere per credere...

http://video.corriere.it/new-york-ballo-bimba-metropolitana-contagioso/e6d46a30-7e45-11e4-9639-7f4a30c624ee



domenica 30 novembre 2014

Mai più come sempre

AMORE SENZA FINE

Papà, senza di te niente è come sempre!


Meraviglioso Guccini...come sempre!

giovedì 30 ottobre 2014

Condivisione

Non posso che condividere...

Web sul blog: Licenziati e mazziati: Ieri, gli operai delle acciaierie di Terni sono arrivati in circa mille a Roma, per protestare davanti all'ambasciata tedesca con...

giovedì 23 ottobre 2014

NONNO GIACOMO

UN PENSIERO PICCOLO PER NONNO GIACOMO

Il nonno non parlava molto,
ma quando parlava ti lasciava senza fiato.
Ascoltava tanto, sempre con il sorriso.
Tre frasi diceva sempre,  
soprattutto nell'ultimo periodo, nonostante la fatica:

- Grazie
- Scusa
- Son chi me un sciur (che nel nostro dialetto significa sono qui come un ricco), 
  nonostante tutti i dispiacere che aveva vissuto.

Così, io prego affinché il bimbo che porto in grembo,
non solo porti il suo nome, Giacomo, ma abbia una sola briciola del carattere meraviglioso del nonno.

Oggi, vorrei salutarlo con una preghiera che io e il nonno dicevamo sempre insieme prima di dormire:

Angelo di Dio,
che sei il mio custode
illumina, custodisci
reggi e governa me
che ti fui affidato dalla pietà celeste.
Amen.


Franci.